IL SONNO DEI GIUSTI (?)
21 Luglio 2008

Ieri pomeriggio se ne è andata la febbre e come da programma stamane il piccolo Giulio si è svegliato pieno di puntini rossi… L’umore è comunque buono anche perchè è sabato e la mamma e il papà sono a completa disposizione.
In questa fase questo significa che possono incessantemente raccogliere i giochi che, dal seggiolone, vengono buttati per terra con metodicità e ritmo!
Siamo alle prese con le prime febbri della nostra breve vita….

Mara Carfagna
ROMA - “E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l’informazione debba prevalere”. Così il capogruppo dell’Idv alla Camera, Massimo Donadi commenta l’ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli vengano pubblicate.
Finalmente il livello del dibattito politico si impenna. Sarebbe veramente un peccato non poter leggere le intercettazioni.
Comunque le prime indiscrezioni spiegano la gravità e l’urgenza per cui è necessario un decreto…

Oggi sono due mesi che è morto il mio papà . Dentro di me per alcuni aspetti sembrando passati anni, per altri pochi giorni. Mi manca e non passa giorno che io abbia avuto mille e mille occasioni di pensare a lui.
Per quanto ci si faccia forza e si cerchi di affrontare la cosa con razionalità spesso la nostalgia ha il sopravvento.
E’ dura e ci vorrà del tempo. E certamente ce la si farà . Senza gioia e entusiasmo però. Quelli per il momento latitano proprio…

… Così una dolce malinconia ti prende, la melanconia dell’autunno, e sotto un larice, all’asciutto, cerchi anche tu un luogo dove accucciarti per meditare sulle stagioni della tua vita e sull’esistenza che corre via con i ricordi che diventano preghiera di ringraziamento per la vita che hai avuto e per i doni che la natura ti elargisce. (…)
Mario Rigoni Stern (Asiago, 1 novembre 1921 – Asiago, 16 giugno 2008)
Se ne è andato a causa della solita maledetta malattia. Se ne è andato nel silenzio della sua montagna, della sua casa di Asiago. Come voleva.
Possano passeggiare insieme sulle più belle creste delle più belle montagne.
The new short film by Blu
an ambiguous animation painted on public walls.
Made in Buenos Aires and in Baden (fantoche)
blublu.org/
blublu.org/sito/video/muto.htm
music by Andrea Martignoni
produced by Mercurio Film
assistant: Sibe
Straordinario.
Su segnalazione di Marirò su FaceBook

Il mio cocciuto pragmatismo e la mia moderazione (da molti non troppo apprezzata) mi hanno fatto inizialmente parteggiare per HillaryClinton. Il ragionamento era quello spesso portato dai supporter della Clinton: robostezza, efficacia e Bill.
Credo che il tempo e la storia (questo piccolo ultimo pezzo) abiano dimostrato che la presidenza Clinton sia stata la migliore forse in assoluto (JFK non ha avuto il tempo necessario). Eppure spesso viene ricoradata solo la Levinsky e il sigaro…
Poi ho iniziato a seguire più attentamente la stagione delle primarie democratiche. Ho letto assiduamente l’ottimo e spassoso Zucconi, ho ascoltato tutte le volte che riuscivo Jefferson-Ming su Radio24, ho letto su giornali e in rete. E soprattutto ho iniziato a seguire i comizi di Obama (su youtube).
Quello che dice e come lo dice.
Parla di riforma sociale, di assistenza sanitaria, di multilateralità , di pacificazione. Parla di una speranza di un mondo migliore.
E alla fine mi sono fatto convincere.
Alla fine anche i democrats si sono fatti convincere.
Speriamo che si convincano anche la maggioranza degli americani. Speriamo.
Caccia e pesca, primo stop
Governo battuto alla Camera
Il Governo è stato battuto su un proprio emendamento nell’Aula della Camera. L’emedamento è contenuto nel decreto legge in materia di assolvimento di obblighi comunitari, che contiene, fra l’altro, una norma sulle frequenze tv contestata dall’opposizione. E’ stato bocciato per due voti: 240 no contro 238 sì, tre i deputati astenuti. L’emendamento respinto riguarda la tutela della fauna selvatica e della caccia.
repubblica.it

E’ un mese che la mia vita non è più perfetta. Papà mi manchi!

Il dibattito sul conferimento a nuovo assessore della delega di Silvano all’urbanistica è avvilente. C’è chi vuole un rimpasto politico. In occasione della morte di un assessore. Politicamente e tecnicamente il più autorevole. Sconcertante. E non lo dico solo da figlio. Ma lo dico con una certa rabbia.


Abbiamo versato all’AIRC quanto raccolto durante la camera ardente e fuori dal Duomo. Una colletta è stata fatta anche tra il personale dell’Assessorato all’Urbanistica e del Comune tutto (ringraziamo Carla Zandanel e Paola Gobetti). Un’altra ancora da un gruppo di cari amici di Silvano.
Gli ultimi sei mesi sono stati per noi - ma soprattutto per lui - molto duri, spesso tristi, ma anche molto intensi e certamente preziosi. Marco ed io abbiamo imparato molte cose, si tratta, d’altra parte, della prova certamente più dura della nostra vita.
I nostri genitori ci hanno aiutato - e continuano ad aiutarci - ad affrontare questo momento difficile. Anche per questo saremo loro sempre grati.
Abbiamo imparato che si è genitori sempre, fino alla fine.
Abbiamo imparato che le difficoltà anche grandi - insormontabili in questo caso - vanno affrontate con razionalità e speranza, con ottimismo e consapevolezza.
Abbiamo imparato da Silvano e Renata che ogni momento di cieca disperazione è un momento perso. E i momenti sono tutti preziosi e non vanno sprecati.
Nei momenti di profonda disperazione, soprattutto nei primi durissimi periodi della malattia, quando il dolore mi toglieva il respiro e mi annebbiava la ragione, mi sono chiesto se non sarebbe stato meglio crescere con un padre più freddo, arido e distaccato in modo da trarne poi un dolore più blando i questi momenti. Mi chiedevo in sostanza se non sarebbe stato per me più semplice questo momento se avessi avuto un rapporto meno straordinario con mio padre Silvano.
Era un pensiero ovviamente sbagliato, totalmente sbagliato, oltre che egoista.
Stavo, semplicemente, pagando in un breve periodo - tutto in una volta - il prezzo altissimo per il rapporto profondo e aperto, l’amicizia, la stima e soprattutto l’amore per mio padre.
Questo dolore infinito che provo è - adesso lo so - direttamente proporzionale alla bellezza e completezza del rapporto che avevo con lui.
E’ quindi una fortuna che oggi io sia così affranto.
Ho avuto un padre stupendo, che oltre alle altre innumerevoli cose che mi ha insegnato, nella vita e nella professione, mi ha offerto esempio diretto, vivo, pieno di come essere padre.
Quando Silvano si è ammalato Marirò e io aspettavamo il piccolo Giulio. Avevamo da poche settimane annunciato a lui e a Renata, l’arrivo del nipotino.
Ancora una volta, quando è iniziato a stare molto male e contemporaneamente si approssimava la nascita di Giulio mi è capitato di chiedermi se la cosa non rendesse la circostanza ancora più complicata e triste.
Non era ovviamente così. E’ stata una grande fortuna che Silvano e Giulio si siano potuti conoscere, sono stati solo tre mesi, ma valgono tutto l’amore di una vita.
Subito dopo la nascita del piccolo è stato bello parlare con Silvano, ragionarci, sapere e dirci l’un l’altro che quella meraviglia di bimbo ci sarebbe stata anche quando noi non ci saremo stati più.
Sarà per me un compito bello ma duro, ma soprattutto un grande onore raccontare a mio figlio che sorta di nonno aveva.
Circa due anni fa avevo avuto occasione di scambiare alcune opinioni, per caso e quasi per scherzo, con Silvano sul funerale e quindi, indirettamente, sulla morte. Si trattava di un altro episodio del nostro perenne duello tra un credente (lui) e un non credente (io). Tutto partiva da un mio breve e forse un po’ rozzo ragionamento sul funerale laico.
Tra le cose che si augurava per il suo addio, immaginava un piccolo corteo con tutte le bandiere della sua vita, da Gioventù Studentesca all’Intesa Universitaria, dal movimento studentesco del ‘68 a Lotta Continua, dall’ABAS alle ACLI, da Senza Confini al Partito Democratico, dall’Inu all’Ordine degli Architetti passando per le innumerevoli e fondamentali tappe culturali, sociali e politiche della sua vita.
Qui oggi quelle bandiere ci sono proprio tutte. Sono bandiere ideali, sono negli amici che sono venuti oggi a salutarlo, che vengono da molte parti anche lontane e hanno condiviso con lui battaglie e ritirate, momenti epici e delusioni.
Silvano era soddisfatto della sua vita, che nell’ultimo difficile periodo diceva perfetta. Non esitava a dirsi con la coscienza apposto, tutto quello che ha fatto lo ha fatto al meglio, onestamente. La sua cifra etica e morale era assoluta.
Non è un segreto per molti dei suoi amici che Silvano intendeva terminare il suo mandato e il suo compito per ritirarsi. Aveva ancora molto da leggere e da scrivere!
Una cosa però lo rassicurava ed entusiasmava: aver avuto modo di lavorare con la nuova giovane leva del PD bolzanino. Sono ragazzi, uomini, che stimava moltissimo e che certamente sapranno fare bene nel futuro.
Si è spento però con un unico forte rammarico.
Per lui è stato offensivo e doloroso leggere e sentire che il Piano Urbanistico Comunale era in ritardo a causa della malattia dell’assessore Bassetti.
Si tratta di una fandonia assoluta che lo feriva e che oggi noi gridiamo con forza.
Silvano ha lavorato fino all’ultimo, addirittura scrivendo e lavorando al suo computer quando le sue condizioni fisiche quasi non glielo permettevano più. Lo ha fatto con fatica e dedizione. Lo ha fatto fino all’ultimo.
Il lavoro di elaborazione del PUC sarebbe potuto andare avanti benissimo in questi mesi, con lui, come poteva, così come potrebbe andare avanti anche oggi e nel prossimo futuro, anche senza la sua presenza fisica.
Tutto è in ordine. Il lavoro svolto fin ora è lì, valido e visibile. I temi centrali sono chiari e già affrontati dal Documento Preliminare del PUC, che risale tra l’altro a ben prima della sua malattia.
Non si tratta della malattia dell’assessore, della lentezza della macchina amministrativa o di altro di volta in volta maldestramente evocato da importanti esponenti politici.
Il PUC non va avanti perchè la politica non è più capace di decidere.
Ne ho parlato con lui direttamente ed esplicitamente anche molto di recente. Gli raccontavo dei progressi di alcuni Piani Urbanistici che stavamo facendo insieme in alcune zone montane del Trentino. Ragionavamo sui progressi, sulle difficoltà e sulle condizioni generali per fare buona pianificazione.
Su questo aveva idee assolutamente chiare: la politica deve saper ascoltare, dispiegare tutte le forme di comunicazione e partecipazione possibili e quindi deve prendere delle decisioni.
Delle decisioni che devono fare sintesi e saper riconoscere ciò che è interesse della comunità .
Oggi, invece, diceva, si crede che la politica, dopo aver ascoltato tutte le voci, debba accontentare tutti.
E questo nella pianificazione territoriale e urbanistica non è possibile. Questo produce l’immobilità .
Una immobilità che questa scadente politica non è neppure capace di dichiarare e argomentare!.
Per questo e non per la sua malattia è tutto fermo.
Silvano era diverso. Credeva nella possibilità di un processo politico in cui si possano prendere le decisioni migliori e necessarie.
Sta oggi a tutti quelli che comprendono quanto sia importante tutto questo, a quelli che condividono le idee che Silvano aveva della città futura, a quelli che sono in grado di comprendere che una decisione giusta e utile alla comunità può scontentare anche qualcuno, sta a tutti noi battersi perchè le idee di Silvano non vadano perdute.
Sarebbe un peccato. Per lui. Ma soprattutto per la nostra città .
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discorso di saluto a nostro padre di mio fratello Marco
Ora tocca a me, con un breve pensiero e qualche ringraziamento, chiudere, almeno per il momento, il giro dei ricordi.
In questi mesi ho avuto modo di parlare con Silvano di molte cose: delle nostre paure legate alla malattia e dei miei primi passi nel mondo del lavoro; del Motomondiale, di Valentino Rossi e dei meravigliosi viaggi fatti in camper; della famiglia che si allarga e della Bolzano che si trasforma; del Sessantotto a Milano e degli amici di quella esperienza; della rivolta dei monaci in Birmania e di Barack Obama; del nuovo Piano urbanistico e di Stravinskij. Una volta ci è capitato pure di parlare, non mi ricordo bene perché, di Tonino Bello.
E sono proprio di don Tonino le parole che adesso leggo. Parole che facendo riferimento a un catino, mi hanno ricordato la conca in cui sorge la nostra città .
«Vorrei che da questo catino partisse un grande saluto verso quella “moltitudine immensa, che nessuno può contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua†che la pace la costruisce nel silenzio della storia o nell’esilio della geografia. Nei bagni di folla o nella solitudine dei deserti. Nelle foreste dell’Amazzonia o nel vortice disumano delle metropoli. Sul letto di un ospedale o nel nascondimento di un chiostro. Nell’operosità di una scuola che si apre ai valori della mondialità o nel travaglio provocato da uno stile di accoglienza nei confronti dei fratelli di colore.
È un popolo sterminato che sta in piedi. Perché il popolo della pace non è un popolo di rassegnati.»
Grazie papi di avermi insegnato a stare in piedi in mezzo a questo popolo. Ora tocca a me continuare a camminare con le mie gambe. Ora sta a Bolzano completare i tuoi disegni di pace e di futuro. Tocca a Bolzano seguire la scia lasciata, profonda, della tua “audace nave severaâ€.
In nome della mia famiglia vorrei ringraziare il dott. Graiff, il dott. Donazzan e tutti i medici e gli infermieri di Pneumologia e Chirurgia 2, il dott. Bernardo, la dott.ssa Niedstedt e tutti gli operatori della Croce Bianca.
Vorrei ringraziare le sorelle, le zie, le cognate, i cognati, i nipoti e parenti tutti.
Vorrei infine ringraziare tutti coloro che con parole, sorrisi, piccoli grandi gesti, ci sono stati vicini in questi mesi e in questi ultimi giorni.
Invitiamo infine tutti a partecipare con un’offerta alla lotta contro il cancro.

Stamattina alle 8.25 è morto mio padre Silvano. E’ stato un padre esemplare e un amico prezioso.
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Camera ardente presso la Sala Consiliare del Comune di Bolzano mercoledì 30 aprile 2008 dalle ore 9 alle 13. Messa e ricordo degli amici presso il Duomo di Bolzano a partire dalle 14.