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	<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:20:43 +0000</pubDate>
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		<title>VIRGOLO SI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Vorrei che qualcuno dei &#8220;fieramente contrari&#8221; mi spiegasse perchè è incompatibile con un progetto di riqualificazione del Virgolo, una struttura commerciale/ricreativa della giusta dimensione e ben inserita in un contesto di parco urbano (anzi periurbano) in parte strutturato e in parte naturale-boscoso.
Magari il parco e la riqualificazione naturalistica, sicuramente la messa in sicurezza della strada, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2010/07/virgl450.jpg' alt='virgl450.jpg' /></p>
<p>Vorrei che qualcuno dei &#8220;fieramente contrari&#8221; mi spiegasse perchè è incompatibile con un progetto di riqualificazione del Virgolo, una struttura commerciale/ricreativa della giusta dimensione e ben inserita in un contesto di parco urbano (anzi periurbano) in parte strutturato e in parte naturale-boscoso.</p>
<p>Magari il parco e la riqualificazione naturalistica, sicuramente la messa in sicurezza della strada, e magari anche la funivia potrebbero essere a carico di chi ne &#8220;guadagna&#8221;, ovvero i privati.</p>
<p>O crediamo che la riqualificazione e magari anche la infrastrutturazione del parco, la funivia, la strada saranno fatti per mano pubblica?<br />
Già oggi il comune non ha i soldi per la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture strettamente necessarie e la manovra tremontiana taglia ulteriormente.</p>
<p>Senza sottovalutare infine che i terreni sono privati. Cosa facciamo le espropriamo? a 3/400 euro al mq (come di legge)?</p>
<p>Forse sarebbe più utile iniziare a dire cose è bene si faccia e cosa no. </p>
<p>Alcuni spunti:</p>
<p>- la strada non deve essere potenziata ma solo migliorata e deve servire solo di servizio e non per l&#8217;accesso privato;<br />
- al Virgolo bisogna arrivarci in funivia (o simile) e al limite con dei minbus-navetta;<br />
- il progetto deve basarsi sul recupero e sulla riqualificazione naturalistica, sulla costruzione di un parco, sul collegamento con la via alta, il sertiero che porta a Castel Flavon; il resto delle funzioni e le eventuali cubature devono servire a rendere possibile l&#8217;obiettivo primario;<br />
- lo scopo finale è la riconquista del &#8220;bel terrazzo&#8221; della Bolzano ottocentesca ai cittadini e ai visitatori, che devono trovarci un bel parco, una passeggiata, strutture leggere ricreative, qualche campo sportivo (come un tempo?), un bar, un ristorante;</p>
<p>- le eventuali cubature private (cosa lo vedremo) non devono certamente essere pervasive, eccessive, devono essere studiate e posizionate in modo da garantire un buon e armonioso inserimento nella natura, nel parco e nel paesaggio; questo è possibile.<br />
- a mio avviso sono compatibili funzioni ricettive (anche alberghiere, forse congressuali), commerciali di rappresentanza (uno showroom, non certo un mega-store), ricreative, di ristorazione. Queste in funzione della gestione dei flussi di persone e dell&#8217;obbligo all&#8217;accesso con funivia o bus-navetta impedendo l&#8217;accesso alle auto private;<br />
- per quanto detto sopra la cubatura residenziale sarebbe probabilmente molto critica perchè obbligherebbe a una strada di accesso più grande e probabilmente su tracciato diverso dall&#8217;attuale &#8220;mulattiera&#8221;; possibili ridotte soluzioni residenziali potrebbero essere previste nelle zone più basse, prima della &#8220;picchiata&#8221; della strada.</p>
<p>La sostanza del mio ragionamento è questa: il Virgolo è oggi in stato di indecoroso abbandono. Esagerando si potrebbe dire che oggi alcune parti dell&#8217;amato e intoccabile Virgolo sono un immondizzazio che di notte diventa uno &#8220;scopatoio&#8221;. </p>
<p>Non è credibile una posizione che ne chieda il recupero e la riqualificazione per mano (e denari) pubblici per il semplice motivo che denari non ce ne sono e forse ci sono altre priorità su cui investire quanto &#8220;raschiato dal barile&#8221; (tipo i servizi e il sostegno sociale, le strade, i trasporti pubblici, i servizi nei quartieri, eccetera eccetera).</p>
<p>Mettersi &#8220;di traverso&#8221; a qualsiasi ipotesi di sfruttamento anche privato vuol dire semplicemente e tecnicamente lasciare il Virgolo allo stato di abbandono sostanziale e di progressivo degrado. Credo debba essere chiaro a tutti.</p>
<p>La missione deve essere quindi trovare l&#8217;equilibrio giusto e sostenibile per ottenere la riqualificazione, il parco, la strada, la funivia&#8230; e l&#8217;unica moneta che la mano pubblica oggi ha, non avendo &#8220;cartamoneta&#8221; come detto, è concedere il diritto a costruire. Quanto? Il minimo indispensabile, il giusto e verificatamente compatibile (sotto i vari punti di vista) perchè i conti tornino.<br />
E quindi chi riceverà i metricubi (la moneta di cui sopra) dovrà costruire e cedere alla città il resto. Così come la città ha scelto e così come lo vuole.</p>
<p>In questo credo che le prime ipotesi ventilate in ambienti &#8220;Thun&#8221; siano esagerate, sovradimensionate e poco attente alle istanze della città. La risposta deve però essere: &#8220;così no, discutiamone&#8221; e non un semplice diniego aprioristico e sognatore&#8230;</p>
<p>Non mi pare ci sia la fila di &#8220;ricchi e nobili&#8221; candidati a investire e prendersi carico della questione!</p>
<p>E quindi? Diciamo pure forte no a Thun, concentriamoci sugli odiosi ricattini, parliamo alla pancia delle persone, diciamo loro quello che vogliono sentire: NO, NIENTE ANGIOLETTI.</p>
<p>Però sia chiaro che con ogni probabilità questo significa niente angoletti, ma anche niente di niente.</p>
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		<title>Fondazione Silvano Bassetti</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Da qualche tempo sto lavorando al progetto di una fondazione intitolata a mio padre Silvano Bassetti, morto due anni fa esatti; la fondazione che stiamo progettando avrà fine scientifico culturale e incentrerà la sua attività intorno alla città e al suo territorio. Questo nella speranza che il suo nome possa essere abbinato ancora per molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.carlobassetti.net/images/Fondazione-SB.jpg' title='fondazione-sb.jpg'><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2010/04/fondazione-sb450.jpg' alt='fondazione-sb450.jpg' /></a></p>
<p>Da qualche tempo sto lavorando al progetto di una fondazione intitolata a mio padre Silvano Bassetti, morto due anni fa esatti; la fondazione che stiamo progettando avrà fine scientifico culturale e incentrerà la sua attività intorno alla città e al suo territorio. Questo nella speranza che il suo nome possa essere abbinato ancora per molto tempo agli studi, alla cultura, alla pianificazione di e sulla città.</p>
<p>Il primo passo sarà la costituzione di un comitato promotore della fondazione che avrà due compiti fondamentali: puntualizzare le finalità scientifiche e procurarsi i necessari finanziamenti per le attività e l&#8217;esistenza stessa della fondazione (partiamo a patrimonio zero).</p>
<p>I primi due progetti su cui vorrei la Fondazione si cimentasse sono (oltre al primo compito ovvero nascere):</p>
<p>- una ricerca bio-bibliografica su Silvano Bassetti che censisca e metta a sistema il suo archivio e quanto da lui scritto nei vari campi delle sue molteplici attività ed esperienze (non solo dell&#8217;urbanistica ma principalmente) che possa sfociare, più avanti, in una pubblicazione e magari alla consegna del suo archivio a qualche istituzione che lo possa rendere consultabile;<br />
- l&#8217;istituzione di un premio a lui intitolato che stimoli e favorisca visioni e progetti innovativi sulla città (studi teorici e studi applicati);</p>
<p>Negli ultimi giorni mi sono confrontato con molti amici (miei e di Silvano) trovando generale interesse (anzi diffuso entusiasmo) e raccogliendo anche una serie di altre interessanti idee, anche molto ambiziose che potrebbero essere portate avanti nel suo ricordo.<br />
Lunedì, in occasione del secondo anniversario della sua morte, presentiamo il progetto in una iniziativa pubblica a Bolzano.</p>
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		<title>ECHELON E IL GIARDINO DELLE PATATE</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 08:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ricevo da mio cugino Paolo questa storiella, che credo valga la pena rilanciare.
IL GIARDINO DELLE PATATE
Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant&#8217;anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età.
Il suo unico  figlio Ahmed, sta studiando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo da mio cugino Paolo questa storiella, che credo valga la pena rilanciare.</p>
<p>IL GIARDINO DELLE PATATE</p>
<p>Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant&#8217;anni vuole piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età.<br />
Il suo unico  figlio Ahmed, sta studiando in Francia.   Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema: &#8220;Caro Ahmed sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio<br />
giardino quest&#8217;anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la terra e scaveresti per me.<br />
Ti voglio bene. Tuo padre&#8221;.</p>
<p>Il giorno dopo il vecchio riceve una e-mail di risposta da suo figlio:<br />
&#8220;Caro papà, per tutto l&#8217;oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è dove ho nascosto ciò che tu sai&#8230;<br />
Ti voglio bene anch&#8217;io. Ahmed&#8221;.</p>
<p>Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti dell&#8217;FBI, della CIA, i RANGERS, i MARINES, Silvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Roberto Calderoli, Ignazio La Russa, Gianni Alemanno ed i massimi esponenti del Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire bombe, antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno con le pive nel sacco&#8230;</p>
<p>In serata l&#8217;uomo riceve una e-mail da suo figlio:<br />
&#8220;Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le patate. Questo è il meglio che ho potuto velocemente fare date le circostanze.<br />
Ti voglio bene. Ahmed.&#8221;</p>
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		<title>OGGI FESTEGGIAMENTI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2010/01/duenne450.jpg' alt='duenne450.jpg' /></p>
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		<title>QUELLE PAROLE INACCETTABILI - editoriale odierno sull&#8217;Alto Adige di Sergio Baraldi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 09:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>

		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Alto Adige ha da qualche settimana un nuovo direttore. Fino ad oggi alla ribata per una serie di scelte di riordino editoriale (mediamente da me e da molti non condivise), tra cui l&#8217;abolizione della Zanzara Maurizia, l&#8217;istituzione di pagine unificate per i necrologi della provincia (due o tre pagine di soli morti ogni giorno&#8230;.), il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Alto Adige ha da qualche settimana un nuovo direttore. Fino ad oggi alla ribata per una serie di scelte di riordino editoriale (mediamente da me e da molti non condivise), tra cui l&#8217;abolizione della Zanzara Maurizia, l&#8217;istituzione di pagine unificate per i necrologi della provincia (due o tre pagine di soli morti ogni giorno&#8230;.), il ridimensionamento della locandina spettacoli, ecc.<br />
Oggi il direttore firma l&#8217;editoriale che riporto e che condivido in ogni parola.</em></p>
<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2010/01/news.jpeg' alt='news.jpeg' /></p>
<p>Si può capire la delusione di chi si trova dalla parte del torto per sentenza e deve lasciare un ruolo come quello di assessore della Provincia, con il peso che a questa istituzione viene riconosciuto in Alto Adige. Ma sono inaccettabili le parole con le quali la signora Barbara Repetto ha commentato la decisione della Cassazione. Inaccettabili per una serie di ragioni di natura politica e giuridica. La signora Repetto ha un passato di esponente riformista e milita (forse dovremmo dire militava) in un partito che si è sempre distinto dal linguaggio berlusconiano riguardo ai magistrati e alle sentenze scomode. Dobbiamo presumere che, fino a ieri l’altro, la signora Repetto fosse tra coloro che criticavano l’atteggiamento del premier per gli attacchi ai magistrati, per gli interventi legislativi compiuti per sistemare le proprie pendenze, o per i tentativi di influenzare i processi che lo riguardano. Ebbene, chi aveva una simile posizione non può adesso denunciare come una “mascalzonata” la decisione dell’alta corte di Cassazione, che la riguarda in questo caso direttamente e che le è sfavorevole.<br />
Il discrimine per cambiare idea non può essere l’ interesse personale. Altrimenti, dovremmo dare ragione a Berlusconi, il quale agisce nell’ottica della propria convenienza, mescolando l’interesse privato con l’interesse pubblico, cercando di farsi in Parlamento norme su misura.<br />
 Se la signora Repetto fosse coerente con se stessa potrebbe lecitamente testimoniare l’amarezza per avere perduto il ricorso, potrebbe difendere la sua tesi, ma dovrebbe anche rispettare la sentenza. Questo accade nei paesi seri con una classe politica seria. Anche perché la faziosità dei suoi giudizi lede innanzi tutto la credibilità del suo impegno a favore della collettività. I cittadini potrebbero chiedersi fino a che punto l’ex assessore abbia amministrato in nome dell’interesse generale se, poi, messa alla prova, l’unica cosa che per lei conta è la carica che è costretta a lasciare. E’ strano che la signora Repetto non abbia valutato le conseguenze di una uscita in cui adombra una Cassazione manipolata da un partito, il suo. E che non abbia considerato che, questo eccesso di autodifesa, riveli un attaccamento al potere che non piace agli elettori. Ma c’è anche un elemento giuridico da esaminare. In tema di ineleggibilità c’è una giurisprudenza costante alla quale la Cassazione si ispira. Vale a dire che la Cassazione ha sempre deciso secondo questa linea di fronte a casi come questi. Ci sono sindaci, assessori, politici di ogni partito e schieramento in tutta Italia che sono stati dichiarati ineleggibili da parte della Cassazione secondo le medesime regole. Anche il discorso della società che non era operativa rappresenta un mito giuridico: si sa che per la Cassazione quello che conta è che la società sia costituita. D’altra parte, Bizzo ha esercitato il suo diritto a sostenere fino in fondo la propria tesi, e anche questa è una delle garanzie dello stato di diritto. Pensare che la Cassazione si faccia influenzare politicamente, per di più dal Pd, che in genere non riesce a influenzare neppure se stesso, fa parte della distorsione berlusconiana sulla giustizia che sembra avere convertito la signora Repetto sulla via di Roma. In questo Paese, le regole esistono e ci sono magistrati chiamati a farle rispettare. Qualche volta può non farci comodo. Altre volte può provocare in noi una rabbia comprensibile quando non ci viene riconosciuto quello che riteniamo un diritto, ma la legge è la linea che divide una società civile ordinata da una che non lo è. Sorprende che una persona investita fino a ieri di una carica pubblica, di colpo, sembra avere dimenticato il senso delle istituzioni e il significato di responsabilità verso i cittadini.</p>
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		<title>BOB NOORDA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[RIP]]></category>

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		<description><![CDATA[
È morto a Milano Bob Noorda, maestro della grafica, noto a tutti per numerosi loghi di grande successo.
A lui si deve la progettazione della segnaletica della metropolitana di Milano e di quella di New York, e la creazione di marchi come quello della Coop, dell&#8217;editrice Arnoldo Mondadori, di Feltrinelli, di Regione Lombardia e di Agip
(Gallery)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2010/01/noo_01_672-458_resize-custom.jpg' alt='noo_01_672-458_resize-custom.jpg' /></p>
<p>È morto a Milano Bob Noorda, maestro della grafica, noto a tutti per numerosi loghi di grande successo.<br />
A lui si deve la progettazione della segnaletica della metropolitana di Milano e di quella di New York, e la creazione di marchi come quello della Coop, dell&#8217;editrice Arnoldo Mondadori, di Feltrinelli, di Regione Lombardia e di Agip</p>
<p><a href="http://milano.corriere.it/gallery/milano/01-2010/noorda/1/addio-noorda-re-loghi-_b0fe142e-ff6f-11de-a791-00144f02aabe.shtml?title=%C3%88%E2%80%82morto%20a%20Milano%20Bob%20Noorda,%20il%20re%20dei%20loghi.%20A%26pos=1" target=_blank>(Gallery)</a></p>
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		<title>AUGURI 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/12/feste2009web1.jpg' alt='feste2009web1.jpg' /></p>
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		<item>
		<title>IGNAZIO MARINO, Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>

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		<description><![CDATA[

La vita è di ognuno, i diritti sono di tutti.
Il racconto in prima persona, profondamente umano e a tratti sconvolgente,
di un medico  che affronta le questioni ultime:
le decisioni sui trapianti, il testamento biologico,
i progressi tecnologici e la durata della vita.
Ignazio Marino 
Senatore del Partito Democratico
e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza
del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carlobassetti.net/Marino/Marino_libro.pdf"><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/11/libromarino.jpg' alt='libromarino.jpg' /><br />
</a><br />
La vita è di ognuno, i diritti sono di tutti.<br />
Il racconto in prima persona, profondamente umano e a tratti sconvolgente,<br />
di un medico  che affronta le questioni ultime:<br />
le decisioni sui trapianti, il testamento biologico,<br />
i progressi tecnologici e la durata della vita.</p>
<p><strong>Ignazio Marino </strong><br />
Senatore del Partito Democratico<br />
e Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza<br />
del Sistema Sanitario Nazionale</p>
<p>presenta il suo libro</p>
<p><strong>NELLE TUE MANI</strong><br />
recentemente uscito per Einaudi</p>
<p><strong>domenica 15 novembre 2009 - ore 11.00</strong></p>
<p><strong>Kolpinghaus </strong>- largo Adolph Kolping 3<br />
(ex via Ospedale/Piazza Domenicani)</p>
<p><a href="http://www.carlobassetti.net/Marino/Marino_libro.pdf">INVITO PDF</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CIAO VALTER</title>
		<link>http://www.carlobassetti.net/?p=633</link>
		<comments>http://www.carlobassetti.net/?p=633#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 18:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[RIP]]></category>

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		<description><![CDATA[
La scorsa notte è morto Valter Tronchin. Era un grande (grosso) amico e una persona buona e per bene ancor prima che un bravo architetto.
E&#8217; morto improvvisamente, in tre giorni, a causa di una malattia fulminante ancora non ben individuata.
Spero che in quel niente in cui adesso si trovano, Valter e mio papà possano conoscersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/10/gh1.jpg' alt='gh1.jpg' /></p>
<p>La scorsa notte è morto Valter Tronchin. Era un grande (grosso) amico e una persona buona e per bene ancor prima che un bravo architetto.</p>
<p>E&#8217; morto improvvisamente, in tre giorni, a causa di una malattia fulminante ancora non ben individuata.</p>
<p>Spero che in quel niente in cui adesso si trovano, Valter e mio papà possano conoscersi e frequentarsi. Avrebbero un sacco di cosa su cui discutere, dall&#8217;architettura, al cibo, alla città, all&#8217;amore per la vita.</p>
<p>Ciao Valter. Ci mancherai.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pietro Ichino: “Perchè ho votato Marino”</title>
		<link>http://www.carlobassetti.net/?p=631</link>
		<comments>http://www.carlobassetti.net/?p=631#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 22:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[varieamenità]]></category>

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		<description><![CDATA[
EFFICACISSIMO RAGIONAMENTO DI PIETRO ICHINO
I MOTIVI PER CUI NON HO ADERITO ALLA MOZIONE FRANCESCHINI, CHE PURE, SECONDO LE PREMESSE AVREBBE DOVUTO COSTITUIRE LA MIA SCELTA NATURALE. E I MOTIVI DEL MIO VOTO PER LA TERZA MOZIONE
Editoriale in esclusiva per www.pietroichino.it, del 27 settembre 2009
          Ho già [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/09/pichino_10-custom.jpg' alt='pichino_10-custom.jpg' /></p>
<p>EFFICACISSIMO RAGIONAMENTO DI <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Ichino">PIETRO ICHINO</a></p>
<p>I MOTIVI PER CUI NON HO ADERITO ALLA MOZIONE FRANCESCHINI, CHE PURE, SECONDO LE PREMESSE AVREBBE DOVUTO COSTITUIRE LA MIA SCELTA NATURALE. E I MOTIVI DEL MIO VOTO PER LA TERZA MOZIONE</p>
<p>Editoriale in esclusiva per <a href="http://www.pietroichino.it/?p=5243" target="_blank">www.pietroichino.it</a>, del 27 settembre 2009</p>
<p>          Ho già esposto in questo sito, nel dialogo con Michele Salvati sulle scelte congressuali, le due ragioni che mi hanno impedito di aderire alla mozione Franceschini.<br />
          In estrema sintesi, le riassumo così:<br />
   ‑ i rapporti tenuti dal Pd in questi ultimi mesi, sotto la guida di Franceschini, verso socialisti e radicali non mi paiono coerenti con l’idea fondamentale del “partito a vocazione maggioritaria”, che dovrebbe aspirare ad accogliere e valorizzare al proprio interno tutte le forze politiche di centrosinistra, mostrandosi capace di conciliare e condurre a sintesi le loro posizioni; a socialisti e radicali Franceschini si è limitato a proporre una “solida alleanza programmatica”, che è cosa ben diversa dall’adoperarsi perché essi possano considerare il Pd come una grande “casa comune”;<br />
   - nella mozione Franceschini  non ho trovato alcuna traccia dei due temi su cui mi sono maggiormente impegnato, insieme a tanti altri parlamentari e militanti del Pd, in questo primo anno e mezzo di legislatura, temi che pure occupavano un posto centrale nel manifesto elettorale con cui il Pd si è presentato agli elettori nel marzo 2008: la riforma del diritto del lavoro “nel segno della migliore flexsecurity europea” e la riforma delle amministrazioni pubbliche secondo i principi fondamentali della trasparenza totale, della valutazione indipendente e del benchmarking comparativo.<br />
          Quanto alla mozione Bersani, inizialmente me ne ha allontanato la sua apertura alla prospettiva di un possibile ritorno al sistema elettorale proporzionale, pur corretto alla tedesca, cui sono nettamente contrario. Devo riconoscere a Bersani e ad altri esponenti di spicco della sua mozione (tra i quali Massimo D’Alema ed Enrico Letta) alcune aperture esplicite alla prospettiva di una nuova politica del lavoro non conservatrice dell’esistente, e in particolare al progetto Flexsecurity. Ultimamente, però sul tema della riforma delle amministrazioni pubbliche dal quartier generale di Piazza SS. Apostoli è stato diffuso un documento che nega radicalmente valore alla battaglia condotta dal Partito in  questo anno e mezzo di legislatura, soprattutto al Senato, con il disegno di legge n. 746 (di cui sono primo firmatario, ma che è stato firmato anche da tutta la presidenza del Gruppo e da alcune decine di parlamentari PD) e poi per il miglioramento del disegno di legge del ministro Brunetta. Non avrei mai potuto votare per una mozione che fa proprio quel documento: avrebbe voluto dire rinnegare gran parte di quel che ho sostenuto pubblicamente negli ultimi cinque anni e di quanto ho fatto in Parlamento dal maggio dell’anno scorso. Se, dopo il congresso, il PD cadesse nel gravissimo errore di fare sua una posizione come questa su di un tema di importanza così decisiva per il futuro del Paese, esso si presenterebbe agli elettori non  come “espressione politica del movimento sindacale” (che già sarebbe una riedizione antistorica dell’esperienza laburista, contraria alle ragioni stesse per cui il PD è nato), ma come espressione politica della parte peggiore del movimento sindacale.<br />
          Ho trovato, viceversa, una piena coerenza con la “strategia del Lingotto”, e anche molte consonanze con le mie idee e proposte, sia sul versante della riforma del diritto del lavoro, sia su quello della riforma delle amministrazioni pubbliche, nella mozione Marino e nelle prese di posizione dei suoi principali sostenitori. Se nelle settimane scorse non le ho dato il mio appoggio militante è perché – forse sbagliando – ho avuto qualche riserva iniziale sulla capacità del suo portabandiera di proporsi come leader politico a tutto campo; ho avuto, inoltre, l’impressione che i suoi sostenitori pongano troppo selettivamente l’accento su alcuni altri temi, certo importanti, ma che non possono essere quelli decisivi per conquistare la maggioranza tra quaranta milioni di elettori.<br />
          Detto questo, comunque, al congresso una scelta va compiuta. E, tutto considerato, in una situazione che vede la contesa per la leadership di fatto ristretta a Franceschini e Bersani, non mi pare affatto male per il PD che il terzo contendente concluda la corsa con un risultato di rilievo: ciò condizionerà comunque positivamente il vincitore. Per questo, stamattina, al congresso del mio circolo, ho votato la mozione Marino. Per la segreteria regionale lombarda ho invece votato per Maurizio Martina, col quale già da molto prima di questa vicenda congressuale condivido idee, proposte e iniziative, non solo in materia di politica del lavoro; e continuo a condividerle.</p>
<p>          P.S. Se ho proposto in questo documento alcune notazioni negative su posizioni che si esprimono nel PD, è solo per assolvere il dovere di spiegare ai lettori ed elettori i motivi delle mie scelte in questa campagna congressuale. Ci sono però anche alcuni dati molto positivi da sottolineare in questa vicenda congressuale. Innanzitutto il fatto che questo sia un congresso veramente aperto, il cui risultato finale non è stato fin dall’inizio (e non è neppure ora) affatto scontato. Inoltre il fatto che il Partito non si sia diviso per nulla secondo le provenienze politiche degli iscritti ante-2007. Poi il fatto che il dibattito congressuale abbia prodotto il risultato di una progressiva notevole convergenza fra le mozioni su numerose questioni di grande importanza, prime fra tutte la scelta per un sistema bipolare tendente all’alternanza di governo e la concezione laica del Partito. Infine il coinvolgimento reale nel dibattito interno al Partito di tanti non iscritti, che si preparano a esprimere la loro scelta nelle elezioni primarie del 25 ottobre.</p>
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		<title>IGNAZIO MARINO - UN VOTO UTILE PER CAMBIARE L&#8217;ITALIA</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 10:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
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La news letter della mozione Marino.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carlobassetti.net/marino/MarinoNL01.pdf" target="_blank"><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/09/marino.jpg' alt='marino.jpg' /></p>
<p>La news letter della mozione Marino.</a></p>
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		<title>LA POLITICA E IL SENSO DELLA MISURA</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
La politica e il senso della misura
di Magris Claudio
(corriere.it)
Vere o presunte vicende private attribuite al Presidente del Consiglio hanno fatto passare sotto silenzio, col loro clamore, alcune dichiarazioni del medesimo Presidente che riguardano il suo ruolo politico e dunque interessano pi dei suoi fatti personali. Una, ad esempio, è quella rilasciata alla Maddalena durante la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/09/berlusconiafascicoliii1.jpg' alt='berlusconiafascicoliii1.jpg' /></p>
<p>La politica e il senso della misura<br />
di Magris Claudio<br />
(corriere.it)</p>
<p>Vere o presunte vicende private attribuite al Presidente del Consiglio hanno fatto passare sotto silenzio, col loro clamore, alcune dichiarazioni del medesimo Presidente che riguardano il suo ruolo politico e dunque interessano pi dei suoi fatti personali. Una, ad esempio, è quella rilasciata alla Maddalena durante la conferenza stampa congiunta con Zapatero il io settembre e riportata il giorno dopo sul Corriere, in cui ha affermato di essere «cli gran lunga il miglior Presidente del Consiglio in 150 annidi storia d&#8217;Italia».</p>
<p>Cavour, Giolitti e De Gasperi dunque scompaiono, diventano nani della politica rispetto alla sua alta statura di uomo di Stato; ricordo che tempo fa, quando Berlusc ni, pi modestamente, si era limitato a equipararsi a De Gasperi, Francesco Cossiga aveva sarcasticamente osservato che, se le cose stavano così, lui si considerava Carlo Magno.</p>
<p>Quella buffa autoesaltazione del nostro presidente del Consiglio che di fatto è un&#8217;involontaria autocaricatura e potrebbe essere la battuta di un comico che cerca di metterlo malignamente in ridicolo è imbarazzante, al di là di ogni orientamento politico di centrodestra o centrosinistra, per tutti e specialmente per i suoi sostenitori. De Gasperi, che era un ben pi grande uomo politico, non si paragonava certo a Bismarck o a Napoleone; anche per questo era un grande e aveva tutti i titoli per governare un Paese, il che richiede molte e diverse qualità fra cui l&#8217;equilibrio e soprattutto il senso della realtà, dei rapporti di grandezza e di forza, delle oggettive misure di se stessi e delle cose. Ci vale in ogni campo ed è particolarmente necessario in politica. Ma pu darsi che quell&#8217;impennata sia dovuta alla frequentazione di compagnie discutibii; Berlusconi è reduce da un cordiale incontro col Colonnello Gheddafi, e la Libia, che il prossimo 23 settembre assumerà la presidenza dell&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, si appresta, come è stato annunciato, a chiedere ufficialmente la dissoluzione della Svizzera tra la Francia, la Germania e l&#8217;Italia&#8230;</p>
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		<title>PROMESSA ONORATA: VESTITO DA DONNA AL FUNERALE DELL&#8217;AMICO MORTO IN AFGANISTAN</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[varieamenità]]></category>

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Quando si dice onorare una promessa. Due amici, due soldati, in partenza per l&#8217;Afghanistan, stipulano un accordo verbale: se uno dei due fosse morto l&#8217;altro sarebbe andato al suo funerale, a Dundee in Scozia, indossando un vestitino da donna. Barry Delaney si è visto costretto a rispettare il patto e si è recato in lacrime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/09/reuters167263041609174844_big.jpg' alt='reuters167263041609174844_big.jpg' /></p>
<p>Quando si dice onorare una promessa. Due amici, due soldati, in partenza per l&#8217;Afghanistan, stipulano un accordo verbale: se uno dei due fosse morto l&#8217;altro sarebbe andato al suo funerale, a Dundee in Scozia, indossando un vestitino da donna. Barry Delaney si è visto costretto a rispettare il patto e si è recato in lacrime alle esequie dell&#8217;amico Kevin Elliott, 24 anni, ucciso a fine agosto in un attacco nella provincia di Helmand. Vestito attillato giallo fosforescente, scaldamuscoli rosa e scarponi neri forse non sono l&#8217;abbigliamento più adatto per dare l&#8217;ultimo saluto ad un amico, ma la famiglia del soldato era informata del patto e della ferma intenzione di Barry di rispettarlo</p>
<p>(repubblica.it)</p>
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		<item>
		<title>PAOLA CONCIA SCRIVE AL RIFORMISTA DI BIOTESTAMENTO, COSCIENZA E BINETTI</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 07:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Riformista in edicola ieri ha pubblicato una lettera di Paola Concia sul ritorno alla ribalta della questione del testamento biologico che, anziché essere affrontato come una questione che riguarda la persona e i diritti, diviene merce di scambio tra Governo e Chiesa. Ovviamente, sull’argomento, è impossibile non chiamare in causa anche Paola Binetti.
Paoloa Concia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.carlobassetti.net/public/Images/2009/09/concia.jpg' alt='concia.jpg' /></p>
<p>Il Riformista in edicola ieri ha pubblicato una lettera di Paola Concia sul ritorno alla ribalta della questione del testamento biologico che, anziché essere affrontato come una questione che riguarda la persona e i diritti, diviene merce di scambio tra Governo e Chiesa. Ovviamente, sull’argomento, è impossibile non chiamare in causa anche Paola Binetti.</p>
<p>Paoloa Concia è deputata PD ed è tra le promotrici della mozione Marino.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>Caro direttore, mi spaventa questo momento della nostra vita politica e, per tante ragioni, mi inquieta. Mi spaventa perché siamo in un momento di grande confusione, di guerre senza esclusioni di colpi tra potere politico e mondo dell’informazione (guerre con responsabilità diffuse).<br />
In un momento in cui dopo tanto tempo sembra incrinarsi il rapporto tra l’attuale maggioranza e le gerarchie ecclesiastiche torna alla ribalta la legge sul testamento biologico che deve essere approvata in seconda lettura alla Camera. Arriva dal Senato un testo controverso, un testo che ha diviso il Paese, un testo liberticida e che va contro la Costituzione.<br />
Il testamento biologico affronta problemi che ci riguardano tutti, ma proprio tutti: la malattia, la libertà di cura, i limiti della scienza, i più elementari diritti individuali, il rapporto tra naturalità della morte e artificiosità della vita. Niente di più materiale insomma. Eppure, con la &#8220;sciatteria&#8221; che contraddistingue questo nostro disgraziato Paese, questo argomento così delicato viene trattato come merce di scambio ora dagli uni ora dagli altri, sbandierato come sigillo della fedeltà del Govemo alle gerarchie ecclesiastiche e ovviamente di tutti quelli e quelle che dentro il Parlamento rispondono alle stesse. Merce di scambio tra un Govemo e una Chiesa che vuole avere il potere di regolare le scelte private dei cittadini. Perché, ci ricorda Chiara Saraceno, mai come oggi è evidente quanto la Chiesa non sia interessata ai comportamenti privati dei politici (in linea di massima neanche noi) bensì alle loro azioni politiche nei settori che le stanno a cuore.<br />
Eccolo il baratto più becero che ci apprestiamo a vedere sotto i nostri occhi tra governanti e Chiesa: e in questo baratto verrà fatta a pezzi la nostra libertà, le nostre scelte fondamentali che devono rimanere solo nostre, queste sì, private come quella di cura, di chi amare, se mettere al mondo un figlio. Ecco il pessimo clima in cui si inserisce la legge sul testamento biologico. Ecco la mia inquietudine: e sale quando leggo che la mia compagna di partito Paola Binetti addirittura afferma che al centro del congresso del Pd «deve esserci libertà di coscienza». Esagerata. Abbiamo scoperto che è davvero una donna di vedute larghe e secolarizzata sui comportamenti umani delle persone, basta che siano eterosessuali e che seppure omosessuali non pratichino.<br />
Qualche giomo fa, sempre su questo giornale, ci ha regalato perle di saggezza su Boffo: alla domanda: “Può un omosessua le dirigere Avvenire?”ha risposto paragonandolo al cleptomane che non ruba. Non ce l’ha fatta stavolta a dire che siamo malati: forse Franceschini le ha sconsigliato di fare queste affermazioni. Anche lei è in pieno congresso come gli altri. Ma la sua natura è più forte di qualsiasi diktat congressuale e ieri si è spinta fino al punto di dire che Berlusconi sarebbe capace di fare cose buone se mandasse avanti il testo Calabrò sul testamento biologico.</p>
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		<item>
		<title>LE DIECI DOMANDE DI JOHNNY PALOMBA A BERLUSCONI</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 09:12:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[varieamenità]]></category>

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		<description><![CDATA[Chenfatti:
1 ­ perché cuanno che vado allestero e dico devenì dallitaglia laggente se mette aride?
2 ­ come se chiameno cuelle che tu le paghi loro te la danno e poi te dicheno pure che sei stato fantastichio?
3 ­ maché davero?
4 ­ cò tutti i sordi che ciai ma numptevi sceiie navvocato meno rincoiionito de ghedini?
5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chenfatti:<br />
1 ­ perché cuanno che vado allestero e dico devenì dallitaglia laggente se mette aride?</p>
<p>2 ­ come se chiameno cuelle che tu le paghi loro te la danno e poi te dicheno pure che sei stato fantastichio?</p>
<p>3 ­ maché davero?</p>
<p>4 ­ cò tutti i sordi che ciai ma numptevi sceiie navvocato meno rincoiionito de ghedini?</p>
<p>5 ­ perché tu moiie e tu fiia senaccorgheno mò che te piace fà ergalletto sopra la monnezza?</p>
<p>6 ­ numpenzi che è umpo¹ da coatti portasse icapidestato invacanza drento ar villone tuo?</p>
<p>7 ­ litaglia è erpaese collottantapercento dii beni artistichi dermonnio. maddavero te penzi che è merito tuo?</p>
<p>8 ­ te che tene intenni de barzellette la sai cuella de heidi e ernonno?</p>
<p>9 ­ ma losai che nitaglia cè tantissima gente che te penza intenzamente?</p>
<p>10 ­ acqua e olio tuttapposto?</p>
]]></content:encoded>
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